We all love Yuja Wang

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We all love Yuja Wang.

Ritengo la giovane pianista cinese (nata il 10 febbraio 1987) una delle figure più carismatiche del panorama pianistico internazionale.

Oltre a possedere una tecnica sopraffina, è anche molto simpatica e decisamente attraente, cosa che — nell’epoca in cui la serie TV Amazon Mozart in the Jungle ha sdoganato definitivamente i musicisti classici dalla paludatura in cui sono sempre rimasti intrappolati — non guasta affatto, specialmente nei confronti del grande pubblico.

Le sue abilità virtuosistiche sono straordinarie, come dimostra il breve video (1’53”) che segue, in cui Wang interpreta il famoso (famigerato?) Flight of the Bumblebee di Nicolaj Rimskij-Korsakov.

D’altra parte, non ci si poteva aspettare altro da una ragazzina che ha debuttato a Zurigo a soli 16 anni con il Concerto per pianoforte n.4 di Beethoven e che, due soli anni più tardi, è arrivata per la prima volta sul suolo americano in sostituzione nientemeno che di Radu Lupu.

Da lì in avanti, la sua carriera ha avuto un’ascesa tanto rapida quanto meritata: nel 2007 sostituisce (wow) Martha Argerich con la Boston Symphony, e nel 2009 le grandi orchestre americane sono sue: Los Angeles Philharmonic, National Symphony Orchestra, Dallas Symphony. E’ dello stesso anno la collaborazione con il grandissimo Claudio Abbado: a Bologna Wang esegue, sotto la direzione del Maestro, il Concerto per pianoforte e orchestra n.3 di Sergej Prokof’ev.

Ora, sempre più star — ma sempre più simpatica e affabile — è forte di un contratto di ferro con la Deutsche Grammophon, che non ha nessuna intenzione di mollarla alla concorrenza.

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