Serie TV — Manhattan

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Come ho confessato fin dal primo giorno di esistenza di questo sito, sono un grande appassionato di serie TV. Dal punto di vista di narrativo, a mio parere, le serie televisive americane (ma anche un paio di “eccezioni” italiane, come le recenti Gomorra e Romanzo Criminale) sono al momento l’avanguardia assoluta — hanno superato persino il cinema come qualità e modernità di narrazione: sarà un argomento che tratterò molto presto nella sezione “scrittura”.

Oggi, però, mi preme parlare di una delle serie più riuscite degli ultimi anni e — colpevolmente — al tempo stesso più sottovalutate e meno pubblicizzate: Manhattan.

Manhattan: storia televisiva

Uno dei tanti poster realizzati per la serie

La serie è stata realizzata dalla WGN America ed è andata in onda per due stagioni: la prima, di 13 puntate, dal 27 luglio al 19 ottobre 2014, e la seconda, di 10, dal 13 ottobre al 15 dicembre 2015, per un totale di 23 episodi prima della cancellazione, avvenuta a inizio 2016 per scarso riscontro di pubblico (nonostante, invece, avesse goduto di critiche molto positive).

In Italia è stata trasmessa su Sky Atlantic dal 28 dicembre 2015 all’8 febbraio 2016 — nel farlo, Sky Atlantic ha adottato la politica che quasi sempre adotta per le serie già “finite” di cui ha già acquisito i diritti, ovvero quella di trasmettere due puntate la settimana nella stessa sera e, quindi, “sbarazzarsene” alla svelta.

(Non entro nel merito della decisione: mi limito soltanto a constatare che è una programmazione che preferisco di gran lunga all’eccessivo “spezzettamento” che sperimento con la dose di una sola puntata settimanale — tanto che la maggior parte delle serie le registro su MySkyHD per poi guardarle in “blocchi” assai più consistenti.)

Per questo motivo, forse, la serie è passata piuttosto “inosservata” ed è stata pressoché trascurata dal pubblico e dalla critica italiana.

Io stesso ne sono venuto a conoscenza a programmazione ultimata, e ho approfittato di una “maratona” per registrare i 23 episodi.

Manhattan: ambientazione e personaggi principali

Ambientata a Los Alamos tra il 1943 e il 1944 nel sito dei primi test nucleari statunitensi, Manhattan si ispira — tenete bene conto di questa parola — alla storia del Progetto Manhattan e al gruppo di scienziati che ha dato origine alla prima bomba atomica (la Little Boy in seguito sganciata su Hiroshima).

Nella serie vengono raccontate le storie di alcuni scienziati, inizialmente divisi in due gruppi rivali, che si trovano nel deserto in un ambiente di massima segretezza di cui il mondo esterno non è a conoscenza (“esiste solo come numero di casella postale” è una delle frasi che ricorrono più spesso nelle primissime puntate) per sviluppare la bomba atomica.

Un gruppo, guidato da Frank Winter (interpretato in modo molto convincente da John Benjamin Hickley), è in netto svantaggio — sia di ricerca che di fondi a disposizione — rispetto all’altro, capeggiato da Reed Akley (un buon David Harbour) ma in realtà culla dell’altro vero protagonista/antagonista della serie, il dottor Charlie Isaacs (un ottimo Ashley Zukerman).

Il dottor Frank Winter

La rivalità tra i due gruppi è subito palese e, almeno nei primi episodi, diventa il vero fulcro della serie: da una parte il gruppo un po’ raffazzonato di Winter (a cui vanno immediatamente le simpatie dello spettatore), dall’altra quello più paludato e accademico di Akley e Isaacs.

A fare da vero motore della narrazione, però, è la vita familiare dei personaggi: quasi tutti gli scienziati di spicco, infatti, hanno moglie (in alcuni casi anche figli) al seguito, e diventa estremamente interessante l’evolversi dei rapporti — sia all’interno delle famiglie che tra una famiglia e l’altra — in un ambiente tanto chiuso, claustrofobico, segreto e controllato.

Anche i “personaggi secondari” (non sembra nemmeno corretto definirli tali, per questo motivo le virgolette) rivestono un ruolo importantissimo: a partire dalla moglie di Isaacs, Abby (interpretata benissimo dalla deliziosa Rachel Broshanan), per proseguire con la moglie di Winter (la bravissima Olivia Williams), gli altri scienziati (tra cui spiccano l’unica scienziata donna, Helen Prins, interpretata da Katja Herbers, e Paul Crosley, un giovane fisico britannico ambizioso e senza scrupoli interpretato da Harry Lloyd) e i membri dell’esercito che, in piena paranoia, sorvegliano gli scienziati e garantiscono la segretezza dell’operazione (tra cui emerge, per la straordinaria interpretazione di Richard Schiff, la figura inquietante e enigmatica di “Mr. Fisher”).

Il cast quasi al completo: Charlie e Abby Isaacs, Callie Winter, il dr. Glenn Babbit, Frank e Lisa Winter, “Fritz”, Sid Liao, Helen Prins, Paul Crosley, Jim Meeks

Un paragrafo a parte lo merita la presenza di Robert Oppenheimer — unica concessione alla “verità” storica, almeno nel cast — interpretato da Daniel London: nonostante la buonissima prova dell’attore, rimane forse l’anello debole della serie, in parte perché, inserendo uno dei reali protagonisti del vero Progetto Manhattan, si è venuto a creare una sorta di equivoco narrativo che, a mio parere, ha infilato la serie in un labirinto di riferimenti di cui si poteva fare a meno, e in parte perché — pur essendo nota ai più l’eccentricità di Oppenheimer — rappresentarlo come un debosciato viveur dallo sguardo perennemente assente e dai modi insopportabili, dedito solo al mantenimento dei rapporti politici con i vertici militari, non solo non era di alcuna utilità, ma ritengo anche abbia danneggiato l’evolversi della narrazione.

Foto reale del test “Trinity” a 15 millisecondi dall’esplosione

Manhattan: l’accuratezza storica

Duole dirlo, ma questo rimanere “sospesi” tra fiction tout-court e parziale fedeltà storica è stato il punto più debole dell’intera serie. Nei miei corsi di scrittura, una delle prime cose che dico ai miei allievi è ”quando scrivete un romanzo, fate attenzione a non farvi fuorviare dalla realtà”.

Il romanzo — in questo caso, la serie — possede un’economia narrativa ben precisa, e spesso la realtà è solo d’intralcio. Sembra paradossale, detto a proposito di una serie TV che doveva rappresentare un momento storico definito, ma non lo è. Per rimanere nello stesso periodo storico, si pensi — solo qualche esempio — a Gli eroi di Hogan, o ancora a Fuga per la vittoria, o al tanto (giustamente) acclamato Schindler’s List di Steven Spielberg: pur rappresentando la realtà, nessuna di queste narrazioni è stata storicamente accurata. Si tratta di rappresentazioni della realtà, appunto, e spesso la realtà — i fatti come sono realmente avvenuti — diventa un ostacolo alla rappresentazione di se stessa. E bisogna operare una scelta: se privilegiare il messaggio che si vuole trasmettere oppure l’accuratezza della ricostruzione storica. Nella maggior parte dei casi di successo (e che, di conseguenza, hanno saputo veicolare il loro messaggio — importantissimo, a volte — a un numero infinitamente maggiore di persone) è stata scelta la prima strada.

In Manhattan, però, l’accuratezza storica (r)esiste là dove è più importante: sono abbastanza fedeli alla storia i tentativi e gli esperimenti che hanno portato alla concezione della bomba definitiva, così come il difficile rapporto tra gli scienziati del Progetto Manhattan e l’apparato militare che li sorvegliava; ovviamente non lo sono i personaggi (Frank Winter e Charlie Isaacs sono totalmente inventati, così come le loro famiglie) e, di conseguenza, le situazioni che tra essi si creano.

Per questo motivo ribadisco il mio parere negativo sull’inserimento — quasi a forza, direi — di Robert Oppenheimer. Perché lui e non Enrico Fermi, a questo punto? Perché lui e non Emilio Segré? Albert Einstein — che come tutti sanno non partecipò affatto al Progetto Mahnattan — per esempio, appare nella serie soltanto di sfuggita (una scena, meno di due minuti) e soltanto per usare la sua influenza per tirare fuori dai guai Frank Winter: non lo vediamo nemmeno in faccia. Sarebbe stata questa la scelta giusta da fare anche nei confronti di Oppenheimer.

Manhattan: la storia

Attenzione per chi non avesse ancora visto la serie: gli spoiler sono segnalati con chiarezza. Aprire o meno le relative finestrelle è una vostra decisione. Io vi ho avvisati…

La serie si apre con una scritta chiara: 776 giorni prima di Hiroshima. L’arrivo di Charlie Isaacs e la moglie a Los Alamos rende subito chiaro che l’ambientazione sarà di vitale importanza: il deserto circostante e l’assoluto isolamento del luogo in cui Isaacs è stato chiamato a lavorare sono sottolineati fin da subito, così come fin da subito vengono messi sul tavolo gli altri elementi chiave della serie: la rivalità tra il gruppo di Winter e quello di Isaacs e la pesante ingerenza dell’esercito che controlla gli scienziati per impedire ogni fuga di notizie.

L’interno di Los Alamos

A farne le spese immediatamente è uno degli scienziati del gruppo di Winter, Sid Liao, di chiare origini cinesi. Sospettato di aver venduto informazioni, Liao viene prima rinchiuso e interrogato dall’inquietante Mr. Fisher, e poi — grazie all’intercessione di Frank Winter — semplicemente “condannato” al trasferimento in servizio attivo. Ma Liao si fa prendere dal panico e, mentre tenta di uscire dal villaggio, viene ucciso da una giovane recluta.

Arriva il plutonio — trasportato nel deserto da un giovane corriere — e i due gruppi se lo contendono: è necessario a entrambi. La dottoressa Helen Prins riesce a manipolare Charlie Isaacs per ottenere il plutonio per il gruppo di Frank Winter — che sta lavorando all’implosione — ma l’esperimento fallisce.

Nel frattempo, anche le mogli si ambientano: la signora Isaacs viene messa a lavorare al centralino, da cui in seguito avrà modo di ascoltare telefonate e conversazioni che faranno pendere la bilancia a favore di suo marito, arrivando persino, nel processo, a mettere in cattiva luce lo stesso Oppenheimer. Mentre la signora Winter, anch’essa scienziata — botanica, per la precisione — comincia ad avere qualche sospetto sulla contaminazione radioattiva del terreno.

A Los Alamos arriva Niels Bohr, chiamato da Oppenheimer per appoggiare il gruppo di Akley, ma Bohr (interpretato ottimamente dal Cristian Clemenson di Boston Legal) è invece affascinato dagli studi sull’implosione del gruppo di Winter, con cui ha un rapporto di amicizia e ammirazione reciproca. Frank Winter rivela, in un duro confronto con Charlie Isaacs, di essere a conoscenza del fatto che Isaacs ha plagiato un intero brano della sua tesi da uno studio pre-esistente: questo comporterà un cambiamento nel rapporto tra i due personaggi e i due gruppi.

Aumentano le tensioni anche nelle famiglie: la moglie di Isaacs, Abby, inizia una relazione con la vicina di casa, Elodie, moglie di Tom Lansfield, un collega del marito, ed esprime il suo desiderio di andarsene. Contravvenendo alle regole di sicurezza imposte dall’esercito, raggiunge i suoi genitori sul treno diretto a Santa Fe, facendo loro conoscere il nipotino appena nato. E Frank Winter viene a sapere che il progetto rivale, “Thin Man”, non funzionerà: Helen Prins e Charlie Isaacs (che hanno anche iniziato una relazione), durante la loro visita al reattore X-10, hanno capito che il plutonio prodotto dal reattore non sarà efficace. L’ambizione di Isaacs lo porta a sposare, in segreto, il progetto di Winter, sottraendo calcoli e risorse alla sua squadra per portare avanti l’implosione.

Abby Isaacs (Rachel Broshanan) discute con il marito

Ma uno dei suoi colleghi, Tom Lansfield, lo scopre e minaccia di rivelare tutto a Akley, mettendo così in pericolo la realizzazione di entrambi i progetti. Così Isaacs convince la moglie a infilare dei documenti segreti a casa dell’uomo (con la cui moglie Abby ha una relazione): nonostante sia contraria, alla fine Abby cede, e Lansfield e la moglie vengono arrestati con l’accusa di tradimento e spionaggio e trascinati via da Los Alamos.

Akley si rende conto che il suo “Thin Man” non potrà mai funzionare e dà un appuntamento nella “zona rossa” (l’area di test) a Frank Winter.

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La seconda stagione si apre con un flash forward al Trinity Site, dove la bomba sta per essere testata. Ma c’è una spia

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… che viene inviata dagli altri, ignari, proprio a montare la guardia sulla torre di lancio.

La famiglia Winter

Ma dove è finito Frank Winter? Se lo chiedono tutti, e soprattutto sua moglie Lisa. Nessuno crede alla versione ufficiale, ovvero che è stato “trasferito ad altro incarico”. Frank Winter si trova in uno strano carcere, dove interagisce con quello che sembra un filo-nazista americano, prigioniero come lui nella struttura deserta.

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Da lì verrà liberato con l’aiuto di Albert Einstein e tornerà a Los Alamos, dove però gli verrà imposto un ruolo da soldato semplice e il divieto assoluto di avvicinarsi a sua moglie o agli altri scienziati. Winter riuscirà comunque a contribuire alla realizzazione del prototipo, anche se i meriti andranno tutti a Charlie Isaacs.

Nel frattempo, le relazioni all’interno del villaggio si fanno sempre più complicate. Louis “Fritz” Freidowitz, il più goffo e il più simpatico tra i “nerd”, inizia a frequentare una soldatessa, Jeannie, che ben presto diverrà prima sua amante e poi sua moglie. Charlie Isaacs si contende con Paul Crosley le attenzioni di Helen Prins, mentre il colonnello Cox aumenta la sua pressione paranoica sugli scienziati. La spia — di cui non faccio il nome (se volete, c’è sempre quel bello spoiler da aprire qualche riga sopra) — si invischia sempre più in un labirinto di intrighi che culminerà con un omicidio, portando un grave lutto all’interno del gruppo originario. Persino Robert Oppenheimer non è immune: la sempre più cinica e ferita Abby Isaacs, per favorire il marito, non si farà scrupolo nell’usare il suo ruolo di centralinista per portare alla luce gli atteggiamenti meno professionali del grande scienziato.

In mezzo a tutto questo, ovviamente, il lavoro per portare a termine la bomba prosegue senza sosta. In un crescendo di colpi di scena, la serie si avvicina alla conclusione.

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Rachel Broshanan nei panni di Abby Isaacs

Manhattan: giudizio complessivo

Ritengo Manhattan una delle migliori serie TV degli ultimi anni. L’ambientazione storica è credibile e affascinante, e la serie esplora uno dei momenti più importanti — e, suo malgrado, spettacolari — della storia recente: la costruzione della prima bomba atomica.

I personaggi sono credibili e profondi, le loro interrelazioni complesse e articolate. Lo spaccato di vita familiare è di per sé affascinante, vuoi per il contesto in cui si svolge, vuoi per le condizioni estreme in cui i rapporti devono dipanarsi, e contribuisce a rendere la serie ancora più piacevole e intrigante da seguire.

Da questa immagine promozionale si evince come la vita familiare sia chiaramente al centro del progetto narrativo

La trama prosegue senza alcun intoppo e senza nemmeno l’ombra di tempi morti o di pause — in questo gli statunitensi si rivelano ancora una volta maestri. Il susseguirsi degli eventi è dosato con sapienza, e non c’è un solo episodio (a parte ovviamente l’ultimo) che termini in modo auto-conclusivo, lasciando così la voglia di continuare a vedere cosa accadrà. L’elemento spionistico e quello scientifico sono così ben uniti e amalgamati da risultare indissolubili: l’uno non potrebbe esistere, narrativamente parlando, senza l’altro.

Alcuni personaggi, poi, restano nel cuore dello spettatore: a parte l’indiscusso protagonista, Frank Winter, è impossibile non “innamorarsi” di Abby Isaacs e di Helen Prins, come è impossibile non commuoversi per la storia d’amore tra il goffo scienziato Louis “Fritz” Freidowitz e la soldatessa Jeannie. Questi sono tutti elementi che contribuiscono a rendere la trama di Manhattan più credibile e avvincente.

Una serie da non perdere: se non l’avete ancora vista, vi consiglio di usare SkyOnDemand o, in alternativa, di trovare il modo di scaricarla.

Trinity Test

Link utili per approfondire la serie TV e la storia del Progetto Manhattan

Per ovvi motivi, non fornisco alcun link a siti di streaming o P2P non legalmente riconosciuti (quindi non chiedetemeli nei commenti, per favore).

Sito dell’Atomic Heritage Foundation: http://www.atomicheritage.org/

Analisi degli episodi della prima stagione da parte dell’Atomic Heritage Foundation:  http://www.atomicheritage.org/article/manhattan-season-one-recaps

Analisi degli episodi della seconda stagione da parte dell’Atomic Heritage Foundation: http://www.atomicheritage.org/article/manhattan-season-two-recaps

Pagina sulla serie dell’Internet Movie DataBase (IMDB): http://www.imdb.com/title/tt3231564/

Articolo esaustivo sul Manhattan Project dell’Enciclopedia Britannica: https://www.britannica.com/event/Manhattan-Project

La sezione dell’Atomic Heritage Foundation dedicata al Progetto Manhattan: http://www.atomicheritage.org/history

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