Libri trovati — “Ombre dal passato” di Barbara Ghinelli

Barbara Ghinelli, l'autrice di "Ombre dal Passato"
L’autrice

Ogni settimana mi faccio un giro nel Kindle Store di Amazon e vado alla ricerca di titoli autopubblicati, preferibilmente di autori sconosciuti. Quasi sempre faccio shopping tra i libri in lingua inglese, ma almeno una volta al mese do un’occhiata anche alla produzione italiana (di solito — e questa volta non fa eccezione — evito come la peste le categorie “romanzi rosa” e “letteratura erotica”, le più vendute in assoluto, perché non sono proprio il mio genere).

Il perché di questa disparità è presto detto: purtroppo, mi duole ammetterlo, la qualità media degli autopubblicati italiani è nettamente inferiore a quella dei loro colleghi anglo-americani. Nel mondo anglosassone il concetto di editing è assodato e ben presente nelle menti degli autori che si autopubblicano, mentre in Italia spesso ci si trova di fronte a veri e propri obbrobri, sia come impaginazione che come contenuto.

Per questo motivo, quando mi capita di trovare un ebook italiano autopubblicato, con una copertina curata e un editing fatto come si deve — e per di più scritto anche bene — come questo Ombre dal passato di Barbara Ghinelli, faccio i salti di gioia. (Ebbene sì: nella marea di titoli offerti dal Kindle Store, la copertina è uno dei fattori che spingono a cliccare su un titolo piuttosto che un altro: per questo motivo trovate, qui su stefanomassaron.net, la mia guida alla progettazione della copertina del vostro ebook.)

Prima di lanciarmi nella recensione vera e propria, due parole sull’autrice: Barbara Ghinelli è nata a Milano nel 1979, è laureata in scienze biologiche e ha un master in antropologia forense (questo spiega, forse, l’attenzione e l’accuratezza di alcuni particolari del libro). Ha anche una sua pagina Facebook (da lì sono prese un paio di fotografie che trovate in questo articolo, e anche le informazioni biografiche) attraverso cui può essere contattata.

Il libro

La copertina di "Ombre dal Passato"
La copertina dell’ebook

Ma non togliamo (troppo) spazio a Ombre dal passato, che è davvero un buon romanzo. Lo stile è sorprendente, perché assolutamente démodé: Barbara Ghinelli non si vergogna affatto — e fa bene, visti i risultati — di scrivere come una romanziera di inizio secolo (scorso): le immagini che evoca, le descrizioni, alcuni tratti dei personaggi e il modo di rappresentarli sembrano davvero appartenere a un romanzo d’altra epoca. Se da un lato non è uno stile che di solito mi attira, in questo caso non ho potuto fare a meno di constatare, via via che proseguivo nella lettura, che, lungi dall’essere un registro monocorde e obbligato, la scelta stilistica di Barbara Ghinelli è ponderata e sentita — in poche parole, sincera. Si capisce che le piace scrivere così, e questo piacere nella scrittura, alla fine, si traduce anche, inevitabilmente, in piacere di lettura (e ve lo dice uno che, di solito, si esalta oltremisura per gente come William Gibson, Chuck Palahniuk e Neal Stephenson).

L’ambientazione quasi “gotica” di molte scene — il castello di Duino, arroccato a picco sul mare, e i drammi che vi hanno luogo, a sorta di “prologo” della storia, ambientata più avanti nel tempo — non può non richiamare alla memoria le atmosfere cupe e tetre tipiche della scuola di Horace Walpole.

La storia si svolge in tre periodi distinti: gli anni Trenta, gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Un tremendo naufragio al largo di Trieste, nel 1930, apre il romanzo e — si capirà in seguito — sarà il primo motore della serie concatenata di avvenimenti che porterà alla sorprendente conclusione. Trent’anni dopo, un gruppo di quattro amiche, poco più che ragazzine, è involontariamente testimone di un orribile delitto che si consuma all’ombra dei torrioni del castello di Duino, e tutte — nessuna esclusa — ne avranno la vita irrimediabilmente segnata. Vent’anni dopo (quindi a mezzo secolo dal naufragio), quelle stesse ragazzine — ora ovviamente donne — si ritrovano invischiate, apparentemente quasi per caso, in un’epidemia di rapimenti di bambine che hanno come elemento in comune un oscuro simbolo esoterico trovato nei luoghi delle sparizioni.

Fotografia del prossimo romanzo di Barbara Ghinelli
A quanto pare, ci sono altri romanzi nel cassetto…

Un simbolo che loro hanno già visto…

È qui che il romanzo, davvero, prende il volo. Nella continua sovrapposizione dei tre archi temporali Barbara Ghinelli riesce, con abilità sorprendente, a gestire le informazioni che fornisce al lettore, svelando a poco a poco quello che, si intuisce di pagina in pagina, diventa un mistero sempre più fitto e interconnesso. Nonostante ciò, il finale (che non vi svelo affatto, nemmeno con uno dei miei soliti “spoiler alert” cliccabili, perché davvero rischierei di rovinare tutto) riesce comunque a cogliere di sorpresa anche i lettori più sgamati — categoria alla quale mi vanto di appartenere.

C’è anche un altro aspetto che va considerato — non a caso l’autrice ne parla esplicitamente nella “quarta di copertina” presente nel Kindle Store: Ombre dal Passato è (anche, mi permetto di aggiungere) un romanzo sull’amicizia e sulle sfumature dell’amicizia: il rapporto che lega le protagoniste, già indissolubilmente unite dall’esperienza vissuta trent’anni prima, è portato avanti da Ghinelli con altrettanta attenzione di quella che ha dedicato all’aspetto più puramente thriller del romanzo, facendo sì che i personaggi consolidino ulteriormente quella che è, a tutti gli effetti, una storia davvero ben costruita.

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Il brano

Nora sgattaiolò via, senza attendere una risposta da parte nostra. Correndo velocemente percorse la strada che conduceva alla rocca, dove si trovava, maestosa e regale nella sua autentica bellezza, l’elegante dimora dei Conti della nostra città.
La seguimmo tutte con l’intenzione di prenderla per le braccia e trascinarla verso la via di casa, ma successe proprio in quel momento.
Un fruscio inatteso, improvviso. Uno strano rumore nel buio della notte.
All’interno dell’immensa proprietà dei Conti, in un punto del parco riparato dagli alberi, stava avvenendo qualcosa di insolito, di misterioso.
Nora fu la prima di noi ad avvicinarsi cautamente ai cancelli dell’abitazione.
«Vedi qualcuno?»
Non rispose alla mia domanda. Forse ciò che si stava verificando davanti ai suoi occhi, e che presto sarebbe stato chiaro anche a noi, l’aveva sconvolta.
Il castello di Duino
Il castello di Duino

Conclusioni

A chi può piacere Ombre dal passato? A tutti i lettori e le lettrici che amano il genere gotico, le storie complesse, il mistero — e che non si spaventano davanti a uno stile che, pur essendo scorrevole e piacevole, sarebbe davvero inopportuno definire “moderno”.

Chi, invece, dovrebbe evitarlo? Tutti i lettori e le lettrici che, quando si infilano nel Kindle Store, si fiondano a palla sui titoli pseudo-Harmony: se cercate turgide verghe e facili rossori, palpeggiamenti tra balle di fieno e altre sfumature di grigio della nouvelle vague erotico-strafalciona che vende carrettate di copie autopubblicate su Amazon, mi sarete grati quando vi dico: cambiate strada.

Detto questo, mi ripeto: è rincuorante trovare, ogni tanto, un’autoproduzione italiana degna di questo nome. Al momento in cui scrivo, l’ebook di Ombre dal passato è in vendita a 2 euro e 99 — ma è leggibile gratuitamente per gli abbonati a Kindle Unlimited.

Leggo anche — sempre al momento in cui scrivo — che il romanzo occupa attualmente la posizione n. 5735 (!) della classifica “gialli e thriller” di Amazon. E questo mi fa pensare: è ormai tristemente chiaro che, in mezzo a una carriolata di ebook francamente illeggibili, pieni di refusi, impaginati male e, a volte, persino carenti in grammatica e sintassi (non sapete quanti!) anche il cercatore più accanito — quale io sono — dopo un po’ si scoraggi, e rischi di perdersi qualcosa che, invece, valeva la pena scovare.

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